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La cultura e gli orientamenti della cooperativa scaturiscono dall’aver partecipato, negli anni 80, alle azioni di superamento degli Ospedali Psichiatrici di Collegno e Grugliasco (Torino) e al contempo ad esperienze di animazione sociale di giovani delle periferie della città di Torino.
Ancora oggi resta forte la lezione appresa in quegli anni: l’impresa sociale che vuole contribuire alla qualità delle relazioni tra tutti i cittadini, nel sostenere le persone più svantaggiate, deve darsi l’obbiettivo prioritario di restituire loro contrattualità sociale, opportunità di comunicare, cittadinanza.

La cooperativa attraverso il lavoro dei soci, operatori del sociale, si occupa dell’accompagnamento nella vita quotidiana di coloro che sono
“separati dagli altri”
Ne sa di sociale, di cittadinanza e di diritti e tenta un lavoro di ricucitura, complice con chi, convivendo con la propria sofferenza, fa un lavoro molto faticoso per poter costruire e mantenere un proprio stato di cittadinanza.
Questa possibile vicinanza tra operatori ed utenti diventa a sua volta patto tra chi ha scelto la cooperativa come ambito per agire delle relazioni con la comunità locale (e con lo stato di diritti che la sostiene) e chi questi diritti, per poterli mantenere, deve produrre da solo o insieme agli altri, un costante lavoro di negoziazione con il sociale, salvo la sua stessa esclusione. |